14. Conclusione

Durante tutta la sua vita, le esperienze che mamma aveva fatto con il Signore si erano diffuse in molte zone d’Italia e all’estero… persino in Australia, dove mio fratello Antonio si era trasferito come missionario sin dagli anni settanta.

Ovunque si parlava dei miracoli ricevuti e della sua fedeltà al patto fatto con il Signore. Era sempre una benedizione, e in ogni luogo dove si recava, le veniva chiesto di testimoniare delle grandi opere che Dio aveva compiuto nella sua vita e nella sua famiglia. Aveva oltre novant’anni quando andò in Australia l’ultima volta… con gioia e commozione approfittava di ogni occasione per dare tutta la gloria a Dio, sottolineando sempre l’amore e la bontà del Signore verso la sua anima e tutta l’umanità.

Spesso cantava un canto a lei molto caro, con il quale esprimeva il suo zelo, il suo amore per il Signore e il desiderio di vivere per l’eternità con Lui:

Manda dal cielo Signore
i tuoi raggi quaggiù
Fammi veder lo splendore
della Tua gloria Gesù
Bramo sentirti nel cuore,
amarti ancora di più
Se vicino a Te son io sarò vincitor
e contento nel mio cammin

Sento nel cuor la Tua voce
Essa mi parla d’amor
Nei tuoi sentier mi conduce
finchè io giunto sarò
Nella Tua casa Signore io mi diletto restar
Amo esser fedel, camminare con Te
Non vi è nulla nel mondo per me

Signore Santo Tu sei,
tre volte Santo sei Tu
voglio venir dove sei,
nella Tua gloria oh Gesù
per contemplare l’Agnello
che mi comprò quaggiù
Voglio esser fedel camminare con Te
ed un giorno venire lassù.

Nell’ultimo periodo della sua vita, mia madre diceva a tutti i figli: “Quando il Signore mi chiama, vi raccomando di essere sempre fedeli a Lui e di non piangere per me, perché io me ne vado a incontrare il Signore, il mio Amato Salvatore. Anziché soffrire per la mia mancanza, pensate che starò seduta alla tavola del gran Re insieme ad Abramo, Isacco, Giacobbe e tutti i santi, sia quelli che ho conosciuto, sia quelli che conoscerò. Saremo seduti tutti a tavola a godere per tutta l’eternità.”

Negli ultimissimi giorni della sua vita, uno dei miei generi andò a trovarla. Lei era ormai sempre a letto e non poteva quasi più parlare, ma con un filo di voce gli disse: “Figlio mio, quante volte ti è stato parlato di Gesù? Pensa, quando Lui morì sulla croce, Gli misero una corona di spine sul capo; lo fece per noi peccatori! Invece, se noi saremo fedeli a Lui, la corona ce la darà d’oro!”

Dopo due giorni, all’età di 95 anni, il Signore la chiamò a Sé, e poté dire: “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione” (II Timoteo 4:7, 8).

Maria Martucci

Maria Martucci